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Per chi viaggia in autostrada, lungo la A12 – tracciato che collega Genova con Cecina, Tarquinia e Roma seguendo il litorale tirrenico e la via Aurelia – c’è una nuova straordinaria opportunità: recentemente è stata realizzata una passerella pedonale che consente di accedere all’area archeologica di Luni direttamente, con una breve passeggiata, senza nemmeno uscire al casello e potendo lasciare l’auto in un’area di sosta appositamente attrezzata. Un caso di “permeabilità” più unico che raro nel “Bel Paese”, che potrebbe diventare un modello.

Avete mai visitato l’Area Archeologica di Luni? Tra mosaici dai colori brillanti, affreschi che testimoniano la vita della colonia romana, tra i templi e l’Anfiteatro, è possibile immergersi in una delle zone più affascinanti e suggestive della Lunigiana: siamo a solo 2 chilometri dal mare, tanto che l’antica città – Portus Lunae – fondata nel 177 a.C. – era diventato il porto più importante dopo Roma. Siamo alla foce del fiume Magra, tra vigneti e uliveti che producono da secoli vino e olio di qualità eccellente e con caratteristiche tipiche di un’area che unisce perfettamente l’influsso delle colline e del mare.

Il Museo archeologico nazionale, insieme all’area archeologica dell’antica città di Luni, costituiscono la principale istituzione archeologica del Levante ligure per dimensioni e importanza scientifica delle sue raccolte. Attorno, nell’area archeologica, è possibile ammirare il foro e una sezione dedicata al Capitolium, il Grande Tempio, con le numerose dimore private con mosaici e affreschi, la basilica cristiana e i materiali recuperati nel corso delle ricerche, esposti nei casali storici disseminati nella campagna.

passerella autostradale luni

L’area archeologica di Luni è visitabile dall’Autostrada A12

Il nuovo percorso di visita all’area archeologica di Luni (La Spezia), comprendente il Museo Nazionale, gli scavi dell’antica città e il grande porto da cui partivano i pregiati marmi apuani che, secondo la leggenda, per la magnificenza e lo splendore dei suoi edifici fu scambiata per la stessa Roma dai barbari.

Il progetto, finanziato per 15 milioni di euro da SALT – Società Autostrada Ligure Toscana – società del gruppo ASTM che gestisce la tratta autostradale attraverso pianura, Appennino e mare – secondo le stime potrebbe triplicare le presenze nell’area dell’antica città romana. Se oggi il Museo Nazionale è frequentato da circa 15.000 visitatori l’anno, l’aspettativa è di far salire il numero a 50.000.

Il progetto Portus Lunae ha creato diversi nuovi accessi al sito: due parcheggi lungo l’autostrada A12, per entrambi i sensi di marcia, un accesso con nuovi spazi verdi da Luni Mare (la moderna frazione a mare del Comune di Luni) e uno dalla tenuta di Marinella, il grande parco marittimo meta di passeggiate nella natura. La novità più visibile è il grande ponte per pedoni e biciclette che scavalca l’Autostrada Azzurra e che consente di raggiungere il sito a piedi per chi percorre il tratto autostradale.

segnaletica archeologica Luni

Grazie ad una fertile cooperazione attivata tra la Direzione Musei della Liguria e la stessa SALT, è stato completato il rinnovamento della segnaletica stradale per le aree di sosta “Antica Luni”, tra le uscite di Sarzana e di Carrara, con nuove indicazioni nei cartelli di entrambe le carreggiate e presso le 5 aree di servizio nel percorso autostradale tra Liguria di Levante e Toscana (Brugnato ovest, Melara, Magra ovest, Monte Quiesa, Versilia est).

Si che stiate procedendo verso Roma e o verso Genova, cercate l’area di parcheggio segnalata come “Antica Luni est o ovest”, situate tra Sarzana e Carrara, disegnate come se fossero un porto. A questo punto non vi resta che parcheggiare sia in auto che in camper (gratuitamente) e dirigervi verso l’uscita pedonale. Se vi trovate dal lato opposto della strada, potrete percorrere in tutta sicurezza il ponte pedonale sopraelevato per attraversare agevolmente e in tutta sicurezza.
A questo punto, l’Area archeologica è raggiungibile con una passeggiata pianeggiante di pochi minuti.

Qualche consiglio per godersi al meglio la visita

L’area archeologica di Luni si può visitare in base ai vostri tempi: il percorso può essere breve o più approfondito, in base al vostro interesse e alla curiosità degli eventuali piccoli esploratori al seguito.

La zona è davvero ampia — copre quasi l’intera area dell’antica città romana! — e quindi, per visitarla con calma, è suggeribile considerare una sosta di almeno un paio d’ore. All’ingresso potete ritirare una mappa utile per orientarvi tra le rovine, con indicati anche i percorsi accessibili senza barriere architettoniche. Lungo il tragitto troverete pannelli esplicativi, e per chi vuole approfondire c’è anche una comoda audioguida gratuita da ascoltare direttamente sul proprio smartphone.
Vi suggeriamo di indossare scarpe comode (il terreno è un po’ irregolare) e di portare con voi un cappello e dell’acqua, soprattutto nelle giornate più calde: il sole qui non scherza!

Per la vostra sicurezza (e per rispetto del sito), seguite i percorsi segnalati e non scavalcate le recinzioni: il fascino dei luoghi intrisi di storia si scopre sempre lentamente, passo dopo passo, con attenzione e con cura dei luoghi.
Da tenere presente che non ci sono bagni pubblici né punti ristoro, perciò è sempre opportuno organizzarsi prima di accedere ai siti.

Una menzione speciale per il tunnel multimediale

Luni, la fiorente colonia romana consacrata alla dea Luna, terra del bianco marmo di Carrara, ma anche, più tardi, sede vescovile e meta dei pellegrini cristiani, si scopre molto efficacemente grazie a “Lvni Experience”, il progetto multimediale realizzato nel tunnel: un ambiente immersivo in cui immagini e suoni introducono i visitatori all’area archeologica.

“Lvni Experience” racconta la storia adottando un linguaggio volutamente non didascalico: la narrazione affida alle sole immagini e musica il compito di evocarne splendori e momenti nefasti attraverso atmosfere calde e suggestive. Grandi protagonisti del racconto sono i reperti di età romana conservati all’interno del Parco Archeologico, qui rielaborati e animati: fondamentali testimonianze storiche, ma anche elementi simbolici dal forte potere narrativo. Le ambientazioni sono rese ancor più suggestive grazie a uno spazio sonoro composto da elementi di sound design e musiche originali ispirate alle sonorità della musica antica, riproposte in chiave contemporanea.

Autostrade permeabili in tutto il Bel Paese: sogno o realtà?

La passerella e il tunnel di Luni appaiono come un esempio straordinario di come il ruolo delle Autostrade potrebbe cambiare nel futuro prossimo: da strisce nere d’asfalto, sempre le stesse, sempre uguali, interminabili corridoi sui quali si giocano i destini dell’Italia, sia perché il Paese ha bisogno di infrastrutture – sia perché l’esistente deve essere oggettivamente rigenerato – a opportunità per forme innovative di fruizione dei patrimoni culturali, naturali ed enogastronomici.

Se un errore c’è in questo teorema, consiste nell’asserzione che materiali e tecniche, in fondo, siano sempre le stesse di un tempo. Oggi, infatti, a condizione che il capitolato d’appalto lo preveda, esistono nuove idee e nuove soluzioni per trasformare quelle lunghe strisce nere in qualcosa di innovativo, di sicuro, magari più in sintonia con l’ambiente. Ma soprattutto ci sono proposte innovative, che consentono di immaginare il disegno di traiettorie completamente diverse.

Rendere “permeabili” le autostrade – come già in altri Paesi – è il classico “uovo di colombo”: consentirebbe agli oltre 8.000 km di rete a pedaggio, di cui una gran parte attraversa l’Italia ostinatamente considerata “minore”, di regalare a tutte le persone in transito un’infinità di emozioni. Ma anche di valorizzare patrimoni, paesaggi, produzioni, aziende agricole, agriturismo ed altre esperienze finalmente a contatto con le comunità locali.

La sosta a Luni, per rimanere all’esempio, consente di visitare il celebre Anfiteatro e l’area archeologica, ma anche di rallentare, di fare una sosta, di rilassarsi in un lungo viaggio, anche facendo visita alle numerose aziende produttrici di olio e di vino del territorio, di fermarsi a pranzo nei vicini agriturismo e di scoprire la bellezza che la velocità delle auto non consente di apprezzare.

Nelle autostrade a pedaggio le aree di parcheggio sono 256, ovvero in media una ogni 42,4 chilometri. Sulla sola rete del principale concessionario – Autostrade per l’Italia, che ha circa 2.900 km in concessione – sono presenti 103 aree di parcheggio. Attraverso la co-progettazione con le comunità locali e il terzo settore, molte di queste potrebbero diventare “ambasciate” del territorio.

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Editore
simtur
Anno

2026

Iniziativa promossa da:
Supplemento a:
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  • Direttrice: Patrizia Lupi
  • Marchio editoriale movability

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