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Nuove analisi del quadro di riferimento del turismo dell’UE evidenziano possibili fattori di rischio, quali un numero troppo elevato di visitatori (se preferite, non chiamatelo “overtourism”), la stagionalità e l’intensità del turismo. Un report della Direzione generale per la mobilità e i trasporti della Commissione europea svela – grazie ai dati della Dashboard – le mappe delle destinazioni più vulnerabili.

Il turismo apporta molteplici benefici alle città, come la riqualificazione urbana e le opportunità economiche e socioculturali per i residenti, nonché entrate per le amministrazioni locali, con loccupazione che cresce quasi al ritmo del 5% su base annua (avendo raggiunto quasi 25 milioni di lavoratori, ovvero un posto di lavoro su 9 dell’intero continente). Tuttavia, questi risultati richiedono numerosi compromessi: poiché il turismo di massa tende a concentrarsi nelle città o – peggio – in alcune porzioni ristrette delle città – potrebbero acuirsi criticità – come l’affollamento, l’inquinamento, la competizione per i terreni e per gli alloggi – con conseguenti costi indiretti di cui iniziare a tenere conto.

Un’elevata concentrazione di visitatori in una specifica destinazione, o comunque «troppe persone in un unico luogo in un dato momento», produce uno sviluppo turistico disarmonico, che non manca di avere un impatto negativo su città, monumenti e paesaggi, incidendo sul mercato immobiliare e sul costo della vita, ma anche mettendo a dura prova risorse come ad esempio l’acqua dolce. C’è chi lo chiama turismo “predatorio, perché consuma troppe risorse finendo per danneggiare l’attrattiva stessa delle destinazioni. Tuttavia, non esiste una definizione condivisa di cosa costituisca un turismo disarmonico – o sbilanciato – poiché ogni destinazione turistica presenta una capacità di carico diversa dalle altre.

Da questo punto di vista, i dati della Dashboard del turismo dell’UE possono aiutare le autorità locali e i manager di destinazione, mostrando come – sebbene i livelli di turismo siano gestibili nella maggior parte dell’UE – il settore può produrre flussi particolarmente intensi che sovraespongono le comunità locali e le loro economie a improvvisi shock. La dashboard, infatti, illustra con schemi e mappe i dati relativi a diversi indicatori che possono aiutare a riconoscere i potenziali segnali di allarme. Questa base comune di conoscenza potrebbe eliminare ogni possibile alibi dei responsabili politici nell’elaborare tempestivamente politiche basate sulla realtà territoriale ed a mitigare i rischi.

Mappatura del turismo “sbilanciato

Misurare l’intensità e la stagionalità del turismo può essere particolarmente rilevante per determinare potenziali squilibri economici nello sviluppo turistico di una determinata destinazione.

Si consideri anzitutto il parametro di intensità turistica, ovvero il numero di notti trascorse presso strutture ricettive diviso per la popolazione residente. È un indicatore della dipendenza economica dal turismo.
La stagionalità del turismo è il numero di notti trascorse nei tre mesi più visitati in relazione al totale delle notti trascorse.
A questo punto, sarà più intuitivo comprendere quanto siano preziose le rilevazioni sulla concentrazione temporale dell’intensità durante tutto l’anno, rivelando gli squilibri tra pressione e attività economica, il consumo delle risorse, i costi indiretti, nonché il tasso di vulnerabilità ai mutamenti repentini della domanda dei mercati.

La mappa seguente mostra l’intensità turistica in Europa: le prime 100 destinazioni per intensità turistica hanno una media di 44 pernottamenti per abitante, a fronte di una media UE di 6 pernottamenti per abitante. Anche le destinazioni dei paesi nordici tendono a registrare un’elevata intensità turistica, mentre le destinazioni meno intense si trovano nei paesi orientali dell’UE.

Il grande tema “costa / entroterra” che simtur propone con forza da alcuni anni, è illustrato chiaramente in una successiva mappa, che indica come la stagionalità tenda ad essere più elevata nelle regioni costiere e più bassa nelle destinazioni con grandi città e di turismo rurale. Alcuni Paesi giungono a concentrare oltre il 70% dei pernottamenti nei 3 mesi estivi, evidenziando un forte squilibrio, ma la mappa è preziosa in quanto non presenta numeri assoluti ma una classifica basata sull’andamento della stagionalità, evidenziando come la maggioranza delle destinazioni presenti una stagionalità decrescente, con poche e sparse destinazioni nell’Europa centrale e settentrionale che continuano a mostrare un trend crescente.

Infine, il risultato più interessante che i dati della dashboard consentono di estrarre: combinando le informazioni provenienti dai 2 indicatori, è possibile identificare quali destinazioni sono interessate da un’intensità turistica molto elevata, da una stagionalità molto elevata o da entrambe. Ne risulta un’ultima mappa estremamente utile per il benchmarking delle destinazioni, l’identificazione di problematiche e la definizione di strategie per evitare i rischi di un turismo “disarmonico”.

Comprendere la portata di questi problemi – e individuarne le cause – è ormai assolutamente necessario: arrivi e presenze non sono più indicatori da guardare in modo assoluto, come nel Novecenti, per gratificare l’attrattore o l’assessore di turno: le destinazioni italiane, almeno le più iconiche, non hanno più alcuna necessità di promozione ma di gestione. Gestire il turismo significa certo massimizzarne i benefici per le imprese e per i lavoratori – anche in termini di competitività di sistema – ma occorre comprendere opportunamente l’impatto sociale generato dai flussi, insieme alle leve per fare del turismo un motivo di benessere delle comunità e di rigenerazione di luoghi, risorse e persone.

Conclusioni

La Dashboard europea del Turismo è stata sviluppata nel 2022 dalla Commissione Europea per monitorare la duplice transizione e la resilienza dell’ecosistema turistico, sulla base dei dati Eurostat e dei diversi Stati membri. Sono queste le fondamenta che contribuiscono alla definizione del Percorso di Transizione per il Turismo, che coinvolge gli stakeholder pubblici e privati ​​del settore.

Da pochi giorni, con la Manovra di bilancio, sono stati stanziati 4,2 milioni di euro (e 3,5 milioni annui a decorrere dal 2027) per il portale Italia.it. Non rimane che auspicare che, al momento di implementare questo hub digitale, si pensi anche alle analisi di tourism intelligence basate sui dati… non soltanto alla promozione.

Non puoi governare senza misurare.

Editore
simtur
Anno

2026

Iniziativa promossa da:
Supplemento a:
Enjoy MAG

  • Registrato al Tribunale di Livorno
  • Direttrice: Patrizia Lupi
  • Marchio editoriale movability

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Enjoy MAG è un’iniziativa ideata e diretta da Patrizia Lupi – arricchita dalle visioni di Federico Massimo Ceschin – mirata a raccontare le sfide rigenerative di simtur, le migliori pratiche incontrate nei territori grazie ai labtur e agli Horse Green Day. le geografie minori del Bel Paese e le persone straordinarie che sono protagoniste del Rinascimento Rurale.

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