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Nell’Appennino Reggiano sorge un piccolo borgo, Succiso Nuovo. Come innumerevoli altre comunità montane, all’inizio degli anni ’90 si trovò a fronteggiare una crisi silenziosa ma inesorabile: lo spopolamento e la progressiva scomparsa dei servizi. Per chi studia la vita dei piccoli borghi, la chiusura dei servizi essenziali è un presagio inequivocabile: la fine di un’epoca, la morte annunciata di una comunità. Viene a mancare il cuore pulsante della vita collettiva, lo spazio dove si intrecciano le relazioni e si tesse la trama del quotidiano. Il 1991 fu l’anno cruciale: con la chiusura quasi simultanea dell’ultimo bar e dell’ultima “bottega”, il destino di Succiso Nuovo sembrava segnato. Ma un gruppo di giovani decise che quella non sarebbe stata la fine della loro storia…

La scintilla nel buio: la nascita della cooperativa

L’evento scatenante fu proprio la serranda abbassata dell’ultimo bar del paese, seguita a breve da quella dell’ultimo negozio di alimentari. Di fronte a un futuro che pareva già scritto, un gruppo di giovani scelse la via dell’azione. Erano «i ragazzi della pro loco», cittadini profondamente radicati nel proprio territorio che si rifiutarono di assistere passivamente alla dissoluzione della loro comunità.

La loro testimonianza cattura con semplicità e forza lo spirito di quel momento:
«Così, noi ragazzi della pro loco, ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo costituito la Cooperativa Valle dei Cavalieri, dal nome della zona geografica in cui si colloca Succiso».

La loro visione era tanto semplice quanto rivoluzionaria: se i servizi non esistevano più, li avrebbero creati loro stessi. Il 26 gennaio 1991, nacque ufficialmente la Cooperativa Valle dei Cavalieri. Quell’atto di fondazione non fu una semplice formalità, ma il primo mattone di una vera e propria opera di ricostruzione civica.

La neonata cooperativa si concentrò immediatamente su due azioni strategiche, concepite come i pilastri per la rinascita del paese:

  1. La riapertura del bar: molto più di un semplice esercizio commerciale, il bar fu fin da subito inteso come un “centro sociale”, il luogo deputato a ricostruire i legami, a ospitare la convivialità e a rinsaldare il senso di appartenenza.
  2. L’apertura del minimarket: questa mossa garantì alla comunità l’accesso ai beni di prima necessità, ristabilendo un servizio vitale che rompeva l’isolamento e la dipendenza dai centri abitati più grandi e distanti.

Queste prime mosse furono rigenerative perché agirono prima sul tessuto sociale e solo dopo su quello economico. La cooperativa comprese un principio fondamentale per la sopravvivenza delle aree marginali: senza un senso di comunità e spazi condivisi, qualsiasi iniziativa economica è destinata a fallire per mancanza di capitale umano e di volontà collettiva. Ricostruendo i luoghi dell’incontro, la Valle dei Cavalieri non offrì solo servizi, ma restituì un’anima a Succiso Nuovo. Su questa solida base, il progetto poté espandersi, passando dalla lotta per la sopravvivenza a un vero e proprio modello di sviluppo sostenibile.

Cooperativa Valle dei Cavalieri

Dalla sopravvivenza alla crescita sostenibile: un modello di sviluppo

Assicurata la sopravvivenza della comunità, la cooperativa ha intrapreso un percorso di crescita volto a creare un’economia locale solida, diversificata e profondamente integrata con le risorse del territorio.

Turismo e ospitalità: la cooperativa ha avviato la gestione di un ristorante e di una struttura ricettiva con circa 40 posti letto. A partire dal 2007, ha impresso una svolta decisiva verso il turismo sostenibile, sviluppando nuove offerte in stretta collaborazione con il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, di cui è diventata centro visita ufficiale.

Agricoltura e prodotti locali: parallelamente, è stata creata un’azienda agricola che ha dato vita a uno dei prodotti simbolo del territorio: il Pecorino DOP. Questa iniziativa non solo ha generato valore economico, ma ha anche contribuito a salvaguardare le tradizioni agropastorali e i sapori locali.

Servizi per la comunità: fedele al suo spirito originario, la cooperativa, riconosciuta come cooperativa sociale nel 2001, offre servizi gratuiti essenziali, specialmente per la popolazione più anziana. La sua visione di sostenibilità è diventata olistica, abbracciando la dimensione sociale, economica ed ecologica.
Tra i servizi più importanti troviamo:

  • consegna a domicilio di farmaci e spesa
  • supporto per le visite ospedaliere
  • acquisto di un pulmino per il trasporto degli alunni
  • investimento in un impianto fotovoltaico per l’autonomia energetica e la sostenibilità ambientale.

Queste iniziative dimostrano come la Valle dei Cavalieri sia diventata un pilastro di welfare per l’intera comunità. Il successo di questo modello integrato ha presto varcato i confini dell’Appennino.

Cooperativa Valle dei Cavalieri

Un esempio per il mondo: riconoscimenti e impatto globale

Ciò che a Succiso Nuovo era nato come un istinto di sopravvivenza, divenne inconsapevolmente un archetipo: il primo, e oggi più celebre, modello di cooperativa di comunità in Italia. La sua esperienza è diventata un caso di studio internazionale, capace di attrarre delegazioni da tutto il mondo, desiderose di comprendere la ricetta di questa rinascita.

Il valore del suo operato è stato sancito da numerosi e prestigiosi premi:

  • Primo premio per il miglior menù a chilometri zero: Un riconoscimento alla qualità della cucina e al suo legame indissolubile con il territorio e i suoi prodotti (2013)
  • Bandiera Verde Agricoltura: Unica realtà reggiana a ricevere questo premio, per aver saputo coniugare la produzione agricola di eccellenza, come il Pecorino DOP, con il rispetto per l’ambiente e la salvaguardia del paesaggio appenninico (2018)
  • Secondo premio per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo (ONU): un prestigioso riconoscimento assegnato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo dell’ONU nella finale di Madrid del 14° “Unwto awards forum“, che consacra il modello di Succiso Nuovo come un’eccellenza globale.

Questi riconoscimenti non sono semplici trofei, ma la conferma che un approccio radicato nella comunità può generare un impatto di livello mondiale.

La storia della Cooperativa Valle dei Cavalieri è la cronaca di una vittoria contro un destino che appariva segnato. Nata come reazione a una crisi imminente, si è evoluta in un modello di sviluppo sostenibile che ha saputo ricostruire il tessuto sociale, generare un’economia fiorente e garantire servizi essenziali.
Il suo messaggio è potente e universale: una visione condivisa, unita alla forza dell’azione collettiva, può trasformare le sfide più ardue in opportunità straordinarie. La Valle dei Cavalieri insegna che nessuna comunità è troppo piccola o isolata per determinare il proprio futuro, quando trova dentro di sé la volontà di lottare insieme per non scomparire.

Editore
simtur
Anno

2026

Iniziativa promossa da:
Supplemento a:
Enjoy MAG

  • Registrato al Tribunale di Livorno
  • Direttrice: Patrizia Lupi
  • Marchio editoriale movability

magazine del ben-essere e del buon vivere

Enjoy MAG è un’iniziativa ideata e diretta da Patrizia Lupi – arricchita dalle visioni di Federico Massimo Ceschin – mirata a raccontare le sfide rigenerative di simtur, le migliori pratiche incontrate nei territori grazie ai labtur e agli Horse Green Day. le geografie minori del Bel Paese e le persone straordinarie che sono protagoniste del Rinascimento Rurale.

Un modo nuovo e interattivo di raccontare l’italianità partendo dai margini, dalla ruralità, dalle montagne, dalle piccole isole e dai comprensori meno celebrati dai cataloghi dell’offerta turistica.

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