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L’Equiraduno del Giubileo è un viaggio a cavallo legato al Giubileo 2025, che unisce spiritualità, turismo equestre e promozione di percorsi slow lungo vie di fede in Italia. L’iniziativa prevede un cammino collettivo di cavalieri, amazzoni e cavalli verso Roma, per culminare con un’udienza papale. Nato da un’idea di una rete d’impresa che riunisce una grande varietà di interlocutori – pubblici e privati – per enfatizzare il rapporto uomo/cavallo, promuovendo sinergie tra enti locali, università, soggetti economici e terzo settore. Con una visione di turismo “con il cavallo” che – al contempo – è equestre, rurale, sostenibile e rigenerativa.

L’Equiraduno del Giubileo è un trekking equestre prolungato che si svolge lungo percorsi storici di fede come Romea Strata, Via Francigena, Romea Germanica e Appia Antica – con direttrici dal Nord Italia e dal Sud – verso Roma, con tappe comunitarie e spirituali. Ecco le date principali e le attività per tappe chiave, curate da Final Furlong nell’ambito del programma nazionale Horse Green Experience e con la collaborazione di Natura a Cavallo.​ L’evento, patrocinato dal Dicastero per l’Evangelizzazione, è stato inserito nel programma ufficiale del Giubileo.

La partenza è avvenuta il 28 marzo, con tappe a Padova il 12-13 aprile (dove si è svolto una passeggiata a cavallo lungo gli argini del Brenta). Altri momenti di grande rilievo hanno preso forma a Pisada San Piero a San Pietro») e Siena (30 aprile-1 maggio).

Nelle diverse tappe, oltre le benedizioni ai cavalli, è andato in scena un trekking equestre «di campanile in campanile» per promuovere un turismo rurale sostenibile attraverso l’integrazione tra spiritualità dei luoghi e partecipazione attiva delle comunità locali.

Equiraduno del Giubileo

Sono arrivati a destinazione i 250 cavalieri e amazzoni «che fecero l’impresa» in 17 tappe lungo 500 km di vie romee che hanno condotto a Roma, anche se purtroppo la notizia della morte di Papa Francesco – giunta poche ore prima della partenza da Pisa – ha sicuramente gettato un’ombra di tristezza tra i partecipanti.

Rimane grande la soddisfazione degli organizzatori, ma anche delle decine di comunità locali che sono accorse per salutare il passaggio della colorata carovana di cavalli e cavalieri, come anche dei Comuni, delle Regioni e degli altri enti territoriali che hanno ospitato e sostenuto l’iniziativa.

L’Equiraduno del Giubileo è la testimonianza di come, attraverso la mobilità lenta e sostenibile, possa essere declinato il patrimonio naturale e culturale delle città e dei territori grazie al potere evocativo, ma anche di catalizzatore economico, del cavallo, soprattutto dimostrando come il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati in attività di pianificazione condivisa sia possibile, quando c’è una visione comune e di valore.

L’evento, infatti, ben oltre le aspettative, è riuscito a porre l’accento sullo sviluppo sostenibile di medio-lungo termine delle aree interne attraverso il rapporto privilegiato con il cavallo, che promuove valori di rispetto, attenzione alle eccellenze locali – dalle biodiversità all’arte e all’enogastronomia – e responsabilità ambientale.

La visione di una “Italia con il cavallo”

In premessa è opportuno evidenziare come le dimensioni del mercato del turismo equestre sono state stimate valere – a livello planetario – 1,32 miliardi di USD nel 2023 e si prevede raggiungeranno i 2,51 miliardi di USD entro il 2030, con una crescita del 10,1% ogni anno: un incremento notevole, guidato dal crescente interesse dei consumatori per esperienze di viaggio uniche e coinvolgenti.

È importante evidenziare che tale stima comprende unicamente i viaggi e le attività ricreative legate all’equitazione – ovvero il movimento di persone che prendono parte a vacanze, tour o escursioni “a cavallo”, da soli o come parte di pacchetti offerti da agenzie di viaggio specializzate, quindi escludendo le attività sportive (che presentano un ulteriore fattturato da considerare separatamente) e anche l’indotto e l’indiretto che deriva dalle attività di accoglienza, riparo, ospitalità e servizi.

Il mercato del turismo equestre è diversificato e offre prodotti e servizi adatti a un’ampia gamma di gusti e interessi: mentre i viaggiatori leisure prediligono gite tranquille attraverso paesaggi pittoreschi, gli amanti dell’avventura cercano cavalcate mozzafiato su terreni impervi e meno frequentati; i visitatori culturali sono attratti da tour a cavallo che offrono immersioni nella dimensione dolce della ruralità, tra borghi e città d’arte, con esperienze che consentano di conoscere usanze e stili di vita delle comunità locali, con laboratori artigianali, visite alle cantine e ai frantoi, degustazioni e agriturismo.

turismo "con il cavallo"

«Vivere, muoversi e viaggiare “con il cavallo” è una proposta forte e, per molti aspetti, rivoluzionaria – spiega Maurizio Rosellini, presidente di Final Furlong e organizzatore dell’Equiraduno del Giubileo – significa molto più che salire in sella e cavalcare, andando a cogliere un’infinita serie di aspetti che riguardano la relazione tra persone e animali, con un orientamento totalmente orientato al benessere».

«L’idea di una “Italia con il cavallo” è la proiezione nei territori di una cultura che considera gli equidi come compagni di vita, avendone cura in ogni aspetto, non solo come compagni di viaggio e di fatica – prosegue – Significa imparare a capire il cavallo, costruire una relazione, nutrirlo, verificare che i suoi bisogni siano soddisfatti e che la risposta alle sue esigenze sia corretta e misurata».

«Più ancora, significa immaginare percorsi diversi da quelli finora immaginati per l’equiturismo, con le ippovie, per disegnare piuttosto situazioni e momenti in cui le persone e i cavalli convivono, passeggiano le une accanto alle altre, rallentando per raccogliere l’intima essenza dei luoghi, ascoltare storie, entrare in punta di piedi – e di zoccoli – nella sfera più intima delle comunità locali», spiega.

«”Italia con il cavallovuole essere una rete nazionale di buone pratiche, di attività ludico ricreative che consentono di stare insieme in amicizia, sviluppando la socialità e il piacere di divertirsi, da sviluppare certamente all’aria aperta, in un ambiente salutare in mezzo alla natura, ma anche con finalità educative, di coesione sociale e di sviluppo personale. Senza mai dimenticare l’incredibile e generoso supporto fisico e psicologico che vivere “con il cavallo” offre alle persone, in ogni stagione della vita, da bambini ad anziani, senza discriminazioni di sorta e con particolare attenzione verso le persone più fragili e verso le future generazioni».

Vogliamo sapere di più, da Maurizio. Cosa differenzia il turismo “a cavallo” dal turismo “con il cavallo”?

«L’attività “con il cavallo, da terra” favorisce la costruzione di relazioni paritarie: il guardarsi negli occhi e il muoversi insieme consente di comunicare con il corpo le emozioni e le intenzioni, in uno scambio reciproco di affettività, complicità e gioco. Le conoscenze trasmesse sconfinano nei campi dell’etologia, della morfologia, dell’anatomia, con nozioni sul linguaggio del cavallo e sulle sue motivazioni di specie, andando molto oltre l’equitazione classica».

«La lentezza consente inoltre di sviluppare un atteggiamento etico nei confronti del paesaggio, della natura, degli animali e delle altre persone, nutrendo i comportamenti di conoscenza, di rispetto e di amore per i luoghi», conclude.

Editore
simtur
Anno

2026

Iniziativa promossa da:
Supplemento a:
Enjoy MAG

  • Registrato al Tribunale di Livorno
  • Direttrice: Patrizia Lupi
  • Marchio editoriale movability

magazine del ben-essere e del buon vivere

Enjoy MAG è un’iniziativa ideata e diretta da Patrizia Lupi – arricchita dalle visioni di Federico Massimo Ceschin – mirata a raccontare le sfide rigenerative di simtur, le migliori pratiche incontrate nei territori grazie ai labtur e agli Horse Green Day. le geografie minori del Bel Paese e le persone straordinarie che sono protagoniste del Rinascimento Rurale.

Un modo nuovo e interattivo di raccontare l’italianità partendo dai margini, dalla ruralità, dalle montagne, dalle piccole isole e dai comprensori meno celebrati dai cataloghi dell’offerta turistica.

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