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Da tre decenni, il turismo sostenibile è un principio guida per le destinazioni europee, così come definito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo: «tiene pienamente conto del suo impatto economico, sociale e ambientale, attuale e futuro, rispondendo alle esigenze dei visitatori, dell’industria, dell’ambiente e delle comunità ospitanti». Dagli hotel con marchio di qualità ecologica ai programmi di riduzione dei rifiuti, il settore ha ottenuto risultati tangibili, eppure la realtà sul campo sta cambiando. Eventi meteorologici estremi danneggiano infrastrutture e attrazioni naturali, l’innalzamento dei mari minaccia i siti del patrimonio costiero e i flussi spingono comunità ed ecosistemi al limite. Nelle città – da Barcellona a Dubrovnik – i residenti chiedono un maggiore controllo sull’impatto del turismo, mentre le aree rurali avvertono il rischio di perdere la propria identità a causa delle ondate stagionali di visitatori.

Tali pressioni evidenziano la necessità di evolvere e approfondire la sostenibilità con concretezza, nella pratica quotidiana. Sulla base dell’Agenda europea del turismo, molte destinazioni stanno adottando un approccio rigenerativo, che estende la sostenibilità ripristinando ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi (net-positive impacts) e lasciando luoghi e comunità in condizioni migliori rispetto a prima dell’incontro con il turismo.

La transizione dell’industria turistica globale verso pratiche rigenerative e sostenibili è guidata da quadri normativi e iniziative volontarie in continua evoluzione. Si può dire che il percorso sia iniziato nel lontano 1999, con l’approvazione del Codice Etico Globale per il Turismo promosso dall’UN Tourism per fornire le basi per pratiche di un turismo responsabile. Con successive integrazioni, il Codice è stato ampliato da programmi volontari come i Criteri del Global Sustainable Tourism Council (GSTC) del 2008, che hanno iniziato a stabilire standard da seguire per hotel, tour operator e destinazioni interessate a diminuire la propria impronta ecologica.

Ma è stata l’Agenda UE per il turismo 2030 a sostenere l’urgenza di andare oltre. Ritenendo insufficiente e antropocentrico l’approccio focalizzato sulla minimizzazione dei danni (do less harm), ha inteso definire un nuovo quadro mirato al ripristino di ciò che è stato degradato, creando risultati netti positivi e lasciando luoghi e comunità più forti di prima. Il documento, pur considerando che il turismo – in sé – non possa essere concretamente sostenibile, sia comunque da considerare «un settore strategico perché offre l’opportunità di ripensare le politiche urbane e territoriali per lasciare un’impronta positiva: il turismo rigenerativo è un’estensione del turismo sostenibile basata sui valori, che mira a migliorare la salute ecologica, la vitalità culturale e l’equità sociale attraverso l’economia dei visitatori e la ovvero rivitalizzazione del capitale naturale, sociale ed economico dei territori».

Da ultimo, ma certamente significativo, il Parere d’iniziativa del Comitato economico e sociale europeo (CESE): “Il turismo nell’UE: la sostenibilità come motore della competitività a lungo termine” (C/2025/2014), adottato in sessione plenaria il 27 febbraio 2025, che spinge la Commissione europea a valutare concretamente il percorso di sostenere con propri flussi finanziari l’approccio rigenerativo del turismo nella futura programmazione dei programmi comunitari.

turismo degenerativo/rigenerativo

Come trasformare la rigenerazione da aspirazione a strategia praticabile?

L’iniziativa della Commissione europea, Sustainable EU Tourism – Shaping the Tourism of Tomorrow (2023-2025), ha iniziato a incoraggiare le destinazioni ad allineare le transizioni verdi e digitali con obiettivi culturali e sociali, sostenendo una pianificazione fondata su interventi locali, con strategie da adattare alle caratteristiche peculiari e alle esigenze specifiche di ciascuna località. Più concretamente, il documento Transition Pathway for Tourism ha fornito un quadro strutturato per avviare questi cambiamenti, mappando le azioni chiave e collegandole ai flussi di finanziamento UE. Si configura così un cruscotto per la prossima Strategia UE per il turismo sostenibile – che prenderà forma nel 2026 – in cui la rigenerazione sarà indicata come obiettivo a lungo termine in tutti gli Stati membri, con una parte rilevante delle risorse della programmazione comunitaria mirate a sostenere buone pratiche rigenerative.

Il Patto europeo per le competenze (DG-Grow) e l’Alleanza europea per le competenze future del Turismo

La Commissione europea ha lanciato nel 2020 l’Agenda europea per le competenze: un invito a unire le forze in un’azione collettiva attorno al Patto per le competenze, al fine di garantire le competenze richieste alla forza lavoro e di sostenere un quadro di investimenti adeguati per sostenere le persone nei propri percorsi di apprendimento permanente.

Il Patto è la prima delle azioni-faro della Commissione, ed è saldamente ancorato al Pilastro europeo dei diritti sociali ed ai 14 ecosistemi produttivi identificati dalla Strategia industriale europea – tra cui il Turismo – settore estremamente frammentato (oltre il 90% delle imprese turistiche impiega meno di 10 persone) la cui forza lavoro è peraltro meno qualificata rispetto alla popolazione attiva dell’UE a causa di una domanda altamente stagionale, con contratti a breve termine.

E’ stata così istituita la Alleanza europea per le competenze future del turismo – cui simtur pertecipa – impegnata a colmare tali lacune ed a trovare soluzioni basate su una solida comprensione degli scenari e degli andamenti di mercato.

simtur lancia i laboratori del turismo (labtur) per la stewardship dei beni comuni e l’empowerment delle comunità

simtur declina la propria missione sistemica in “sfide rigenerative“: un framework originale che – attraverso una struttura di call to action partecipative per associati, partner e altri diversi portatori di interesse – invita ad agire localmente pensando globalmente («Ogni piccola azione contribuisce a cambiare il mondo»), ma anche a ristabilire una cultura del limite, misurando gli impatti su paesaggi, benessere ed equità territoriale attraverso indicatori geografici e KPI multidimensionali riferiti agli ESG (Environment, Social, e Governance), ovvero gli standard indicati dall’Unione Europea per verificare, misurare e sostenere l’impegno in termini di sostenibilità delle imprese e delle organizzazioni.

schema turismo rigenerativo

Il manifesto del turismo rigenerativo

simtur / turismo rigenerativo
  1. Il turismo svolge un ruolo rigenerativo di luoghi e persone: è un attivatore di processi che migliorano la salute degli ecosistemi, delle comunità, delle economie locali e delle culture.
  2. Ognuno è chiamato ad assumersi la propria parte di responsabilità nella co-creazione di valore, nella redistribuzione equa dei benefici e nel rispetto del capitale naturale e culturale, partecipando attivamente a forme di governance innovative e inclusive.
  3. Assieme, possiamo accelerare la transizione dal turismo di massa e quantitativo a nuove metriche e indicatori basati sul benessere, la qualità delle relazioni e la resilienza territoriale.
  4. Il pensiero sistemico, la collaborazione multilivello e l’economia circolare rappresentano le chiavi per realizzare una nuova economia dei visitatori, con tutte le persone al centro.
  5. Ogni azione turistica deve contribuire al “buon vivere”, alla qualità dell’abitare e al viaggiare consapevole e responsabile, migliorando la felicità, la salute, la longevità, il benessere integrato, la tutela dei beni comuni e la prosperità collettiva.
  6. La stewardship, intesa come gestione etica e rigenerativa delle risorse territoriali e relazionali, diventa il nuovo paradigma professionale e sociale che chiama tutti gli attori del turismo ad interpretarsi non più come operatori di settore ma come protagonisti di una costellazione del valore ampia e diffusa a tutti i settori dell’economia locale.
  7. Le infrastrutture – materiali e immateriali – in grado di connettere grandi attrattori a località ostinatamente considerate “minori” sono l’elemento prioritario di cura, visioni di lungo periodo e di policy innovative in equilibrio tra:
    – le esigenze delle comunità locali,
    – le legittime attese di prosperità degli operatori economici,
    – le aspettative dei visitatori,
    – il destino dei giovani alla ricerca di occupazione qualificata,
    – i diritti delle generazioni future.
  8. La misurazione e la trasparenza dell’impatto reale sono imperativi: solo ciò che si misura, su solide basi di dati, può essere gestito e migliorato.
  9. Lo sviluppo di leadership innovative e coraggiose, capaci di fare leva sull’educazione, sulla consapevolezza delle scelte e sulla capacità di sostenere persone e luoghi nel cambiamento, sono fattori chiave per la transizione verso il turismo rigenerativo.

I sottoscrittori del presente manifesto si impegnano a partecipare attivamente, come agenti di cambiamento gentile (nudging), attraverso forme di dialogo strutturato e continuo, a condividere visioni, scelte, responsabilità e opportunità mirate a realizzare efficaci stewardship dei beni comuni volte a promuovere il ruolo rigenerativo del turismo.

Editore
simtur
Anno

2026

Iniziativa promossa da:
Supplemento a:
Enjoy MAG

  • Registrato al Tribunale di Livorno
  • Direttrice: Patrizia Lupi
  • Marchio editoriale movability

magazine del ben-essere e del buon vivere

Enjoy MAG è un’iniziativa ideata e diretta da Patrizia Lupi – arricchita dalle visioni di Federico Massimo Ceschin – mirata a raccontare le sfide rigenerative di simtur, le migliori pratiche incontrate nei territori grazie ai labtur e agli Horse Green Day. le geografie minori del Bel Paese e le persone straordinarie che sono protagoniste del Rinascimento Rurale.

Un modo nuovo e interattivo di raccontare l’italianità partendo dai margini, dalla ruralità, dalle montagne, dalle piccole isole e dai comprensori meno celebrati dai cataloghi dell’offerta turistica.

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